Sacramento Riconciliazione

La Confessione o Riconciliazione

Sono tre le indicazioni che ci possono aiutare a comprendere meglio il sacramento della confessione.

 

a)      Il peccato, la colpa, la trasgressione non è solo un problema individuale tra me e Dio, ma riguarda il Corpo di Gesù che è la Chiesa. Se così non fosse, Gesù non ne avrebbe affidato la remissione alla Chiesa.

Il peccato, infatti, ferisce Dio e la Chiesa; per questo Dio lo risana attraverso la Chiesa («Dio Padre ti conceda mediante la Chiesa il perdono e la pace»).

 

b)      Il senso di colpa, l’angoscia e la depressione morale vanno superati anche con l’aiuto della Chiesa. Non dico “soltanto”, perché ci possono essere forme di angoscia o di depressione che richiedono l’intervento del medico; in generale però queste realtà così negative e pesanti, quando toccano la colpa o la paura della colpa o il rimorso, vanno superate anche con l’aiuto della Chiesa.

Ed è certamente illogico rifiutare tale aiuto, non volersi fare aiutare, voler rimanere nella propria tristezza.

 

c)      La confessione deve essere fatta in modo da ridarmi pace e gioia. E’ la conseguenza delle prime due indicazioni. Se il peccato riguarda pure la Chiesa e viene rimesso e superato mediante la Chiesa, significa che la confessione deve essere fatta in modo che davvero mi aiuti a superare l’angoscia, a ridonarmi pace e serenità.

Se tralasciamo la confessione, è perché non sappiamo gustare questa pace e questa gioia: viviamo il sacramento come un peso inutile e fastidioso, ignorando il suo aspetto di consolazione e di conforto.

 

Vivere la confessione in tre momenti

 

Tra le conseguenze pratiche che possiamo trarre dalle precedenti riflessioni, ne sottolineo una: devo inserire la mia confessione in un clima di serenità e di pace.

 

  1. Confessione di lode. Dovremmo incominciare la confessione rispondendo alla domanda: di che cosa devo ringraziare il Signore? Che cosa trovo di buono nella mia vita, compiuto in me da Dio? Di che cosa posso essergli riconoscente? E’ facile per ciascuno trovare un evento, una circostanza concreta per i quali ringraziare il Signore.
  2. Confessione di vita. Dopo il primo atto di confessione di lode (che si può specificare: voglio lodare il Signore per questo o per quello… ), ci si chiede: che cosa non vorrei che ci fosse in me davanti a Dio? Che cosa c’è in me che non è degno di lui?
  3. Confessione di fede. Infine, si termina con una preghiera intensa che si appella alla misericordia divina: «Mio Dio, tu che sei onnipotente, cancella in me questi peccati, questi sentimenti d’invidia, di vendetta, di gelosia, di ambizione, di amarezza; perdonami e purificami per il ministero della Chiesa».

Così la confessione entra nella verità della nostra vita e la pacifica interiormente con la grazia dello Spirito santo.

 

Conclusione

 

Occorre preparare bene la confessione. Prepararla bene vuol dire scegliere un momento adatto, possibilmente non quando tutta la gente si accalca e si affretta, e affidarsi allo Spirito Santo e anche  alla Madonna perchè ci ottenga riconciliazione e pace. E a tutti auguro di sperimentare davvero che «Dio, Padre di misericordia, ci concede mediante il ministero della Chiesa il perdono e la pace».

 

(Tratto dal testo I Sacramenti – editrice In Dialogo del Card. Martini)

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